L’incontro con le due autorità è avvenuto nella sede storica del nostro liceo, martedì 7 novembre alle ore 11, in occasione della premiazione dei lavori vincitori del concorso nazionale Miur-Anac “Whistleblower: un esempio di cittadinanza attiva e responsabile”, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado al fine di promuovere l’educazione alla legalità e alla corresponsabilità: il liceo artistico “Giorgio De Chirico” di Torre Annunziata (Na), l’istituto d’istruzione superiore “Negrelli-Forcellini” di Feltre (BL), il liceo classico linguistico e coreutico “R. Settimo” di Caltanissetta, rispettivamente per le categorie multimediale, testuale e fotografica. Contestualmente è stata presentata la Campagna di comunicazione sulla trasparenza e sulla Giornata internazionale contro la corruzione del 9 dicembre a cura di Filippo Pompei – associazione culturale studentesca “Future is now”.
La cerimonia si è aperta, dopo l’accoglienza degli invitati all’entrata dell’istituto da parte della presidenza, del personale e di alcuni studenti, uno dei quali ha offerto dal vivo un contributo musicale speciale, con l’esecuzione dell’inno d’Italia da parte del coro dell’Albertelli e con il discorso inaugurale del nostro Dirigente Scolastico Professoressa Antonietta Corea, la quale ha ringraziato le autorità per la possibilità offerta alle scuole e ai giovani di lavorare su queste tematiche fondamentali ed approfondirle: “solo impegnandoci ad affrontarle” ha asserito “potremo costruire una società civile migliore, partendo dalle regole più basilari della quotidianità che ci aiutano a vivere meglio, grazie al contributo dei giovani, che sono il nostro presente e il nostro futuro”.
E’ stata proiettata a questo punto una sintesi del cortometraggio intitolato “La scelta”, ideato e realizzato nel 2014 dagli studenti del 4° liceo sez.C del nostro istituto, coordinati dalla professoressa Agnese Pica, attraverso un percorso didattico-laboratoriale (laboratorio creativo-legale), nell’ambito del progetto sperimentale “Educazione alla legalità” promosso dal Miur-Dipartimento Funzione Pubblica-Formez PA. (Il corto, incentrato sul dilemma etico, era stato presentato durante il seminario “Legalità ed etica”, evento conclusivo del progetto, il 6-05-2014 al teatro Ambra Jovinelli di Roma). Nella breve illustrazione del cortometraggio, alcuni degli studenti di allora, autori ed attori, Martina Maceri, Clara Ramundo e Graziano Ocello, ne hanno rievocato il significato: Dario, il ragazzo protagonista della storia, vive l’esperienza di un evento negativo che sarà spunto di riflessioni e dubbi; intraprende un “viaggio” alla scoperta di se stesso: dalla analisi di sé e dal ritorno consapevole in sé, inizierà a comprendere il senso della responsabilità e della vera libertà. “Abbiamo voluto mostrare il punto di vista del ragazzo, dello studente che si trova a vivere questa situazione-limite… talvolta si commettono illegalità per paura, paura di un “capobranco”, al quale non si ha il coraggio di dire di no… paura, che ti convince sempre più della tua inadeguatezza…” ha chiarito Graziano Ocello, precisando che ad aiutare il protagonista a scegliere di denunciare l’illegalità commessa sarà proprio la sorella. “Abbiamo inserito questa scena decisiva” ha commentato Graziano, “per far comprendere che senza la presenza di qualcuno che sostenga e incoraggi in te una scintilla di coraggio, è davvero difficile lottare contro un sistema consolidato”. “Si può fare la scelta giusta e combattere solo se si è aiutati da qualcuno.”
E’ seguita quindi la presentazione e la premiazione degli studenti che hanno realizzato gli elaborati multimediali, testuali e fotografici, risultati vincitori del concorso nazionale: gli studenti del “De Chirico” di Torre Annunziata, i quali hanno prodotto un video incentrato sul momento in cui ci si ribella, di fronte all’ illegalità e alla corruzione, e si decide di parlare; gli studenti del “Negrelli-Forcellini” di Feltre, ideatori dello slogan “fischietti di giustizia” per la figura del “whistleblower”; gli studenti del “R. Settimo” di Caltanissetta, che hanno invece realizzato un progetto fotografico con immagini emblematiche della presenza della corruzione in contesti abituali come il mondo dello sport, la raccolta differenziata, il divieto di fumo nei locali pubblici.
L’intervento di Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), ha messo in rilievo l’importanza della conoscenza delle reali dimensioni della corruzione nel nostro Paese, tracciando un quadro ancora difficile della lotta all’illegalità, nonostante ora ci siano più norme per il contrasto e il clima stia cambiando, seppur a fatica: è stato avviato un percorso, che è ancora lungo e pieno di ostacoli. Per troppo tempo abbiamo pensato che il fenomeno non ci riguardasse, essendo relativo a politici, imprenditori, altra gente, non noi. Questo è sbagliato, perché invece interessa tutti noi, riguarda tutti – ha spiegato- è qui il tema centrale. La corruzione non è un reato che può essere commesso dai ragazzi, i quali potrebbero sentirlo come un tema lontano. E’ di fondamentale importanza però far capire loro le conseguenze che essi stessi pagano a causa di questo male endemico della nostra società: in tema di fuga dei cervelli, di ricerca di occupazione, di difficoltà a far valere il criterio della meritocrazia; il merito è l’unica speranza per cambiare le cose e dovremmo essere noi adulti i primi a dare l’esempio, provando a coinvolgerli. Il rispetto delle regole è basilare. Con regole certe e la massima trasparenza, con il principio che tutto deve essere reso conoscibile, l’Italia ce la può fare. Rivolgendosi agli studenti, ha poi aggiunto che anche i grandi quando devono denunciare, nel loro ambiente, incontrano gli stessi problemi dei ragazzi; è importante sapere che il mondo degli adulti ha problemi maggiori, di cui purtroppo proprio le giovani generazioni subiscono le conseguenze. ”Le cose le abbiamo rovinate noi ed è nostro principale compito cambiarle, dobbiamo fare la nostra parte, senza delegare niente a nessuno e senza pensare che dobbiate essere voi a risolverle; abbiamo bisogno però dell’entusiasmo e della fantasia che viene proprio da voi”. Riguardo il concorso per le scuole sul “Whistleblower”- ha concluso – sono convinto da sempre della necessità di coinvolgere i ragazzi facendoli sentire protagonisti di un’attività, non facendo loro l’ennesima lezioncina, ma stimolando la loro parte migliore. Questo concorso è un tentativo di stimolare la loro capacità di immedesimarsi nella scelta, nel fare la cosa giusta nel momento giusto, nonostante ciò che costi. In molti contesti fare la cosa giusta è molto difficile. E’ bello che, in questo particolare momento, tre scuole s’incontrino in una scuola romana per discutere di questi temi e ricevere un premio che dimostri che noi crediamo nel lavoro che hanno fatto. Abbiamo bisogno del vostro entusiasmo per continuare a crederci.
L’intervento di Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è incentrato sulla necessità di riconoscere il valore positivo di colui il quale denuncia; noi andremo avanti su questa strada – ha spiegato –; coloro i quali si assumono la responsabilità civica di denunciare l’illegalità e la corruzione non devono più essere visti come diversi, come una minoranza. Dobbiamo fare in modo che diventino maggioranza, che siano riconosciuti come nostro punto di forza, che non siano isolati. Dobbiamo avere la capacità di far cambiare il racconto, la percezione che in questo Paese si ha della corruzione. Quello che oggi abbiamo visto qui, in questo contesto, è importante perché rappresenta quello che si sta facendo nell’amministrazione pubblica. Avere una figura responsabile dentro le amministrazioni pubbliche per la trasparenza e la prevenzione di ogni corruzione – ha aggiunto la ministra – è molto di più di una cultura, è una pratica della legalità e la legalità è precondizione di cittadinanza attiva e democratica. Riguardo i lavori degli studenti vincitori, mi ha positivamente colpita il fatto che i ragazzi abbiano vissuto in prima persona cosa significhi essere capaci di fare la scelta giusta nella difficoltà di una situazione di contesto, ma anche di rapporti umani, di amicizia. Essere rifiutati da un gruppo è una delle situazioni più diffuse nelle scuole, in una fascia d’età in cui si ha bisogno di rapporti di solidarietà e amicizia. Fare la scelta giusta di fronte alla piccola o grande illegalità, alla piccola o grande corruzione, significa capovolgere quello che nell’opinione pubblica viene visto come un atto “da spioni”. Denunciare qualsiasi tipo di violenza psicologica o fisica è un atto di responsabilità e straordinaria civiltà, che non fa subire ciò che è ingiusto e sbagliato.
E’ stata quindi presentata dalla associazione culturale studentesca “Future is now” (FINAS) la campagna #Scuola Trasparente (il cui logo è un palazzo di cristallo), rivolta agli studenti di ogni ordine e grado e alle loro famiglie, promossa per renderli partecipi dei processi amministrativi delle istituzioni scolastiche italiane, fornendo informazioni sul diritto alla consultazione gratuita dei documenti, con l’obiettivo di consentire un controllo sulla pubblica amministrazione attraverso la partecipazione studentesca e l’educazione ai valori della cittadinanza attiva, della cultura della legalità e prevenzione della corruzione.
In ultimo, è stata data la parola alla studentessa Giulia Ambrosi e allo studente Gianmarco Giannini, in rappresentanza del 5° liceo sez,C dell’Albertelli, per rievocare brevemente il significato del progetto dell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica “La formulazione della Costituzione Repubblicana nei discorsi dei costituenti” svolto dalla loro classe, durante lo scorso anno scolastico, coordinati dalla professoressa Agnese Pica. Il nostro argomento di lavoro: “Il cittadino come persona, diritti e doveri: Principi fondamentali artt.2 e 3” – hanno spiegato – ci ha consentito di capire la fondamentale importanza della nostra Costituzione nei suoi principi e valori di libertà e giustizia che purtroppo spesso nella nostra società non trovano adeguato riscontro e applicazione. La coscienza e la garanzia del rispetto dei diritti umani, la libertà e dignità dell’uomo, l’eguaglianza e la giustizia sociale, la democrazia sostanziale: la nostra Costituzione si pone in tensione rispetto alla società italiana, richiedendone una effettiva trasformazione. A questo riguardo crediamo ci sia ancora tanta strada da fare, e la strada sia davvero lunga, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo. Viviamo in un momento in cui l’attualità, in modo sconcertante, offre continui esempi di violazione di questi principi e valori, anche attraverso il ritorno di antichi pregiudizi che credevamo definitivamente superati. Violenza, sfruttamento, discriminazione e nuove schiavitù, traffico delle armi e terrorismo, intolleranza e razzismo, tratta di esseri umani, corruzione imperante, mancanza di lavoro per i giovani. In relazione al tema centrale dell’incontro di oggi – hanno concluso – siamo convinti che il vero antagonista della democrazia sostanziale nel nostro Paese sia la corruzione dilagante e che sia proprio la mancanza di trasparenza ad impedire alla giustizia di diventare reale ed efficace. L’unica cosa che possiamo fare è lottare con tutte le nostre forze per questo.
” Sappiamo che non tutti gli uomini sono giusti; non tutti dicono la verità; ma per ogni malvagio… c’è un eroe; per ogni egoista…c’è un leader generoso; per ogni nemico…ci sarà anche un amico” (Lettera di Lincoln all’insegnante di suo figlio).
Il Presidente Cantone e la Ministra Fedeli, al termine dell’incontro, hanno stretto la mano a tutti gli studenti presenti.


















































