L’immigrazione acquista un volto

Custode di oltre 130 anni di storia, il Liceo è un centro di eccellenza per l'istruzione

Quello disegnato dagli studenti del III E del liceo classico “Pilo Albertelli”
(anticipazione di Ondanomala, anno XI, numero 2)
di Chiara Mancini V B

Migrazione: un fenomeno antico e quanto mai attuale. Sabato 27 ottobre presso la libreria romana L’Altracittà, grazie all’ospitalità di Silvia Dionisi e Lucilla Lucchese, i ragazzi della classe III E del Liceo Albertelli alla presenza della Preside Antonietta Corea e dei genitori hanno presentato il loro lavoro, frutto del progetto sostenuto dal MIUR in collaborazione con la storica casa editrice Laterza nello scorso anno scolastico 2017/2018. Gli allievi dell’allora II E (attuale III E) si sono messi in gioco affrontando il tema dell’immigrazione. Come lo hanno fatto? Il concorso “Buonsenso” indetto dalla casa editrice chiedeva agli studenti, provenienti da scuole di differenti indirizzi e da tutta Italia, di presentare un elaborato in qualsiasi forma.

      l volto di Amal disegnato dai ragazzi

I nostri ragazzi hanno scelto la scrittura e la graphic novel come strumenti per raccontare due storie parallele, quella di Amal e quella di Damis, entrambe con partenza dalla Siria e con l’Italia come punto di arrivo. I due viaggi hanno molto in comune, si tratta infatti di due percorsi trans mediterranei, ma con un’importante differenza: il tempo. Amal, il cui nome significa “speranza”, parte nel 2012 da Homs, da sola, lasciando il fidanzato Nidal, diventato integralista, giunge a Kobane, e poi arriva in Turchia. È dura la traversata del Bosforo, quindi l’arrivo in Grecia ed il trasferimento in Albania; Amal riesce finalmente a giungere a Taranto dopo aver nuovamente attraversato il mare. Ma non è finita: nella campagna pugliese Amal va a lavorare in un campo di fagiolini cadendo nelle mani dei caporali. Liberata dalla polizia, viene trasferita a Roma: qui, dopo anni di studio tenace, nel 2018 si laurea e pubblica il libro autobiografico «Un mare di Speranza».

L’arrivo di Damis a Puteoli, tratto dalla graphic novel realizzata dai ragazzi

Diversa è la vicenda di Damis ambientata nel I secolo: il protagonista viene rapito sulle spiagge di Latakia di Siria dai Siriaci, dagli Egizi e dai Ciprioti e, trasportato nella stiva di una nave come fosse un’anfora, giunge fino all’isola Delo per essere venduto nella piazza degli Italici, snodo centrale nel commercio degli schiavi. Viaggerà poi verso l’Italia, sbarcherà al porto di Puteoli (odierna Pozzuoli) dove le sue preghiere alla dea Iside si riveleranno inutili: venduto a Roma, Damis lavora giorno e notte in una villa rustica e, alla fine, non ce la fa a sopravvivere. I ragazzi hanno deciso di usare la scrittura in forma autobiografica per dar voce alle parole di Amal e di fondere scrittura e disegno per rappresentare la storia di Damis.

    I ragazzi dell’attuale IIIE all’opera

Lo scopo del progetto “Buonsenso 2017-2018”, sottolinea Bianca Laterza, presente alla presentazione, non è stato quello di instaurare un’idea nelle menti dei ragazzi, piuttosto di suggerire stimoli per affrontare un tema complesso e ricco di sfaccettature come quello dell’accoglienza. Quello dei ragazzi di III E è un lavoro originale scaturito dal dialogo con personalità esterne alla scuola, incontrate in convegni e dibattiti all’Albertelli nei luoghi scelti dalla casa editrice, e con le fonti. I ragazzi infatti si sono dovuti confrontare, come dei veri storici, con dati reali: tra gli altri, quelli forniti dal sito Open Migration e dal documentario “Diario di una ragazza in fuga dalla Siria” per quanto riguarda la storia moderna, epigrafi e testi antichi per quanto riguarda la storia antica. Ogni dettaglio della graphic novel è infatti basato su fondamenti storici: i luoghi, i fatti e persino i nomi sono ispirati ai testi antichi, cioè ad autori come Strabone e Apuleio, e alle epigrafi, come quelle di Delo e della Necropoli di Ostiense. I ragazzi hanno partecipato tutti insieme alla realizzazione del progetto avendo come supervisore la professoressa Michela Nocita e come tutor grafico la Dottoressa Takoua Ben Mohamed.

Quali sono dunque gli ingredienti di questo lavoro? Il documentarsi il più possibile sulla realtà, lo studiare il mondo antico, per capire quello moderno e il dare libero spazio alla fantasia con il disegno. La scrittura ha così abbattuto i confini temporali per mettere in luce l’Umanità dietro le singole storie, un’umanità con la quale i ragazzi si sono confrontati provando empatia, scoprendo che i flussi migratori esistono oggi come sono da sempre esistiti nel Mediterraneo, passando dalla semplice compassione ad un rispetto più consapevole, riscoprendo tutto questo anche nell’ascoltare le notizie al telegiornale. Non più numeri ma persone.

Intervista a Bianca Laterza >>

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